Gli eroi della pace, al ministero della Difesa

Matilde la conosco da tanto tempo, dai tempi del bar villanova, è una donna fortunata: il marito dopo un po' di galera ora ha messo la testa a posto. Mario il figlio maggiore ha trovato, proprio in questi giorni un lavoro da apprendista magazziniere, Luciano invece ha finito gli esami di terza media, ha


preso sufficiente, nella sua classe ci sono stati sei bocciati. Matilde ha sempre fatto le pulizie, prima a casa delle signore poi anche lei un colpo di fortuna, con una ditta seria che l'ha messa in regola per ventiquattro ore a settimana, anche se lei ne fa trenta e tutte quelle che servono. Attacca presto la mattina, gli uffici quando arrivano gli impiegati devono essere in ordine. Matilde fa le cose sul serio, alle cinque sta sul posto. Il suo posto questa settimana è al ministero della difesa in via XX settembre 8 Roma. Già la zona incute rispetto stai vicino al Quirinale, vicino alla stazione Termini, piazza Barberini. Mi ha raccontato questa storia, io credo a lei però vorrei non crederci, mi sembra assurdo ma forse non lo è. Il giudizio lo lascio a voi.

Il posto quasi non lo riconosci, non c'è l'insegna come per i bar, se non ci fossero i carabinieri armati lo confonderesti con un palazzone signorile romano, Matilde entra, firma su un foglio, passa sotto il metal detector e si ritrova a sinistra una scalinata,- a momenti mi viene l'affanno quando la faccio- mi dice. Ma non è questo che vuole dirmi, lascio perciò spazio alle sue parole: “ dovevo pulire un posto nuovo, la sala Eroi della Pace, era prevista una riunione non ho capito di che, sono entrata e mi è sembrata uno spettacolo, un bel salone. Il soffitto è tutto di legno ma proprio tutto, li a pulire non ci posso arrivare, due librerie altissime, pensa ci sono libri pure all'ultima mensola, come faranno a leggerli mica lo so. Non mi dire i titoli perchè non ci capisco niente, comunque secondo me non li leggono neanche i capoccioni a giudicare dalla polvere. In mezzo un tavolone lungo ci staranno venti persone, bello, sarà antico. La cosa che mi ha colpito però è stata un'altra – infatti penso io, se vai avanti così non mi hai raccontato niente – tutte le pareti sono tappezzate di quadri, non la frutta o le donne o quella col calzolaio che avevo comprato tanto tempo fa alla festa di S.Antonio, sono ritratti. Gente importante penso e infatti è così, ho scoperto che sono i ministri della difesa che ci sono stati. Mentre passavo lo straccio li contavo mentalmente, sono ottantadue. Ho riconosciuto quello imitato da Fiorello, quello brutto col pizzetto che stava con Berlusconi, La Russa. Tanti erano vecchi manco l'ho sentiti mai nominà, tanti in divisa con le medaglie, in effetti un eroe deve avere le medaglie, sennò che eroe è? La Russa era in borghese, attaccato molto sopra di lui c'è Previti, pure lui in borghese. Niente divisa e niente medaglie, si vede che non erano eroi. Poi però mentre giro intorno al tavolo e mi trovo dalla parte dove si mettono gli ospiti, non ci crederai, proprio al centro, ad altezza occhio mi trovo uno che non mi aspettavo: il profilo sinistro del duce cappello con visiera. Non ci volevo credere e allora mi sono avvicinata, non mi sembrava un ritratto, forse è una foto, la targhetta riporta: Benito Mussolini 25 novembre 1933 – 25 luglio 1943.” - Mussolini ha creato il ministero dell'aeronautica di quello è stato ministro, faccio io saccente.-

Vabbè è che cazzo c'entra co' l'eroi della pace? Che cazzo c'entrano tutti sti generaloni co' la pace? Che c'entrano La Russa e Previti? Io faccio le pulizie ma mica so' cojona. Se tengono il ritratto de quello che c'ha portato in guerra nella sala Eroi della Pace, te lo devo dì, me fanno proprio specie. Comunque pe' pulì mejo c'ho sputato sopra.

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