Berlusconi il conto è arrivato, ora via dal governo. Appello al PD

Non è bastato il principe del foro, la condanna è arrivata, secca e precisa. Silvio Berlusconi è colpevole di frode fiscale inappellabilmente. Il fatto che la pena accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici debba essere rideterminata, come per altro aveva chiesto il Procuratore generale, è appunto un'accessorio. Non è una sentenza pilatesca, non è una cosa all'italiana, non è un pareggio. L'ex onorevole Silvio Berlusconi ha frodato il fisco e ognuno lo può pure cantare. Tutta la solfa sull'innocenza fino a sentenza definitiva utilizzata sempre a senso unico dagli esponenti, altrimenti legge e ordine, del centro destra, non si può più utilizzare per Berlusconi.

Basta così con le questioni giuridiche, se dovrà subire i domiciliari o l'affidamento ai servizi


sociali a questo punto è irrilevante. Se il Senato dovrà, oppure no, pronunciarsi sulla permanenza di un condannato in via definitiva nel suo seno, è ora irrilevante.

Sgombrato il campo dalle questioni giudiziarie rimane solo la politica, nuda e cruda.

Il secondo partito della coalizione è guidato da un condannato per un reato contro la cosa pubblica, è ancora possibile camminarci insieme? In nome di cosa?

No, caro PD bisogna irrigidirsi e dire che, se mai ci sono state,  non ci sono più le condizioni per un patto di governo limpido. Il ministro degli interni, onorevole Angelino Alfano ha atteso la sentenza insieme al suo dante causa ora condannato, perchè non va pure a casa degli altri evasori fiscali in attesa della pronuncia della cassazione? Due pasticcini, si fa conversazione. Sotto il vestito niente ha osato sbeffeggiare così la sua carica agli occhi di ogni cittadino senziente e, forse ancora più grave, senza che sia trapelato da parte del presidente del consiglio, almento un mormorio di disapprovazione.

Cari dirigenti del partito democratico, troppo spesso avete come si dice a Roma er core de cimice, adesso però dovete decidervi.

Il paese e anche il resto del mondo civile capirebbe. Come è noto, in economia la moneta cattiva scaccia quella buona, secondo un vecchio adagio popolare chi va con lo zoppo impara a zoppicare, insomma vogliamo continuare? Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei. Non ci sono più scuse. Fino alle 19 del 1 agosto dell'anno di grazia 2013 si poteva dire che era tutta una questione ideologica l'avversione a Berlusconi, da qualche ora la separazione dai Berlusconiani è fondata materialisticamente su una sentenza che rende inabile a governare qualunque persona abbia un rapporto con Silvio Berlusconi.

Fatelo! Voi che avete tentato l'avventura di governo contro ogni evidenza, ora arrendetevi, il tentativo ad orologeria è fallito. Traete le conseguenze e senza aspettare i comportamenti sguaiati o fuori dalle righe degli esponenti del popolo delle libertà, dichiarate che non si può più andare avanti e chiedete voi, voi dovete chiederlo al Parlamento, se c'è un altra maggioranza possibile. Si vedrà così se Grillo è maschio oppure un cappone con la voce rauca. Berlusconi è finito, ora si apre la fase del programma, se c'è, senza scorciatoie giustizialiste o ruffiane ad indicarci il nemico assoluto, adesso bisogna indicare un orizzonte, far vedere una speranza. Concreta. Se non c'è altra maggioranza si vada al voto alla prima data utile, ogni giorno nell'incertezza è un giorno perso.

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