Mattarella e il nuovo governo - cosimo arnone -

La nascita del governo, chiamiamolo come ci pare, gli insulti non saranno mai abbastanza, pone per me una questione che ha portato la discussione pubblica e quella fra tutti noi che siamo minoranza e diversi, su un binario morto.
Non ci giro intorno: la questione è quella del comportamento del presidente della repubblica. Mattarella è stato osannato perché avrebbe opposto il rifiuto, una prerogativa costituzionale secondo alcuni, non secondo me per quel che vale, ad un vegliardo come ministro dell’economia. Ha tutelato i risparmi! Ha tutelato il rispetto dei trattati internazionali! ha fatto questo, ha fatto quello.
Ecco, che ha fatto? Il governo è nato sulla base di quella quarantina di foglietti scritti in burocratese, il vegliardo ne fa parte. Adesso i risparmi sono tutelati? I trattati internazionali sono salvi?
Dal mio punto di vista, ma io sto quaggiù, no.
La nostra voglia di riscatto, di noi che siamo minoranza e quelli come me che sono minoranza della minoranza, ci ha fatto vedere cose che non c’erano. Se il vecchio era un pericolo non poteva stare neanche nel Conte 2, se il pericolo era il vecchio e non il padano agli interni forse non abbiamo ben chiaro, da persone civili, il criterio delle priorità. Se il pericolo era il vecchio e non il ministero della famiglia, non il ministro proprio il ministero, allora anche noi dobbiamo andarci piano coi super alcolici.
Insomma il presidente della repubblica, dio stramaledica chi ne parla male come ne hanno parlato gli sgarrupati eroi da tastiera, la giovane che viene meglio con photoshop, e quei due che possono alternativamente darsi la celebre battuta: vieni avanti, cretino! Dicevamo dio stramaledica quelli e lasci in pace noi che abbiamo creduto nel punto di resistenza sul colle. Non c’è stato niente, fuffa per i gonzi.
Ma poi sarebbe stata possibile una resistenza che promanasse dal Quirinale?
Diciamolo pure a basse voce, ma i tempi sono quelli che sono. I voti, quelli, anche se uno contro l’altro, li hanno presi. Il nostro paese è un po’ peggio di quello che dice Junker, tuttavia un punto di resistenza ci sarebbe stato, no, resistenza è una parola grossa, diciamo un granellino di senape, una cosa buona per andare alle elezioni a Luglio, ci sono state due occasioni. Le elezioni le avremmo vinte noi? Ma no, magari no, non voglio dire questo.
Prima occasione. Il presidente come non ha dato l’incarico a Salvini che non avrebbe avuto la maggioranza in parlamento, come non ha dato l’incarico a Di Maio che non avrebbe avuto la maggioranza in parlamento, non avrebbe dovuto dare l’incarico ad una persona non eletta, per conformare il linguaggio di quest’articolo alla vulgata che va per la maggiore, aggiungo non eletta da nessuno. Avrebbe dovuto dire ai due statisti in erba: va bene avete fatto un accordo con le macchie di sugo sopra e il burocratese sotto, ora fatelo interpretare da uno che sta in parlamento, uno di voi, non un passante, non uno che non è stato eletto. Lo faccio per voi per quello che avete sempre detto e lo faccio per noi, perché la legislatura è all’inizio, avete la maggioranza, tirate fuori un nome dalla maggioranza non dal cilindro.
Seconda occasione. Fallisce il Conte1 perché il padano non vuol cedere sul vecchio attentatore dei risparmi e dei trattati internazionali, allora deve fallire anche il Conte2 visto che il vecchio è rimasto ed è il più autorevole fra gli attentatori di cui sopra. Oppure è stato uno scherzo? Qui tutti i protagonisti hanno cambiato più volte dichiarazioni che calzini, duole dirlo ma se il presidente della repubblica decide di torcere la Costituzione un certo giorno, poi non può farci credere che la situazione si sia normalizzata pochi giorni dopo. Lo so non ho parlato abbastanza male dei nuovi ministri, non ho parlato abbastanza male del contratto che porteranno avanti, non ho detto: adesso fateci vedere che abolite la Fornero. Io non sono così, da questo governo non voglio niente, non ci sono cose buone che faranno, in nessun caso. Le cose buone dobbiamo farle noi, se evitiamo, anche noi, di fare i leoni dello smartphone e guardiamo le cose per come sono e non per come ci piacerebbe fossero.

i tempi questi sono