FPCGIL a congresso - cosimo arnone -

Attenzione, questo non è un pezzo politico, attenzione questo non è un pezzo polemico. Fateci quello che vi pare.

La mia organizzazione di categoria celebra il suo congresso nazionale, è un bel momento, migliaia di persone lavoratori e lavoratrici hanno passato quest’ultimo periodo ad ad esercitare e ad esercitarsi nella democrazia. Chi pensa che sia roba facile oppure antica, farebbe bene a ragionarci su. Non c’è niente di meglio su piazza, certo non la democrazia diretta da non si sa chi, certo non le pupazzate su improbabili piattaforme digitali, certo non lo streaming che abbiamo visto una sola, infausta, volta. C’è la democrazia, l’ascolto, la discussione, la decisione magari controversa, oppure l’uomo solo al comando e/ l’algoritmo spensierato.
Certo che ogni cosa è perfettibile , però fra il perfettibile e le chiacchiere da bar sintetizzate da un rutto, la scelta dovrebbe essere inevitabile. Sappiamo che non è così, i fatti del nostro paese ogni 25 minuti ce lo ricordano. Per questo e a maggior ragione il congresso della FP CGIL che si celebra a Perugia è una buona notizia, i lavoratori e le lavoratrici dei settori pubblici e privati che si incontreranno sono fra i migliori esponenti della società italiana, forse anche un antidoto contro il veleno che viene sparso, con generosità porcina, dai nostri odierni governanti.
I congressi mi piacciono e quando ho potuto partecipare mi sono sempre sentito parte di un tutto, ogni tanto c’è quello che fa l’intervento che non ti aspetti, spesso senti storie di lotte ben fatte e ben condotte, gli aneddoti sulle trattative e sulle controparti, insomma il congresso nazionale è una cosa che dopo che sei andato via, se non sei uno sciamannato sprecone di umanità, ti resta dentro. Quello che si deciderà a me sta bene, è il mio modo di essere un uomo dell’organizzazione. L’espressione, relativamente all’argomento, contemporaneamente più struggente e più malamente interpretata che ci sia. L’ho messa in questo pezzo proprio perché non la sopporto. Cari congressisti e congressiste, non siate mai uomini o donne dell’organizzazione, questa formula è buona per i disastri, non vi citerò i perché e i percome di tutta la storia del movimento operaio e proletario, prendetela come verità rivelata. Piuttosto se proprio non si può abbandonare perché troppo struggente, perché quando la pronunci ti senti più forte, allora intendiamoci meglio: siamo uomini e donne che costruiamo e costituiamo l’organizzazione degli uomini e delle donne. Per gli uomini e per le donne. L’organizzazione non è il nostro padrone è il nostro mezzo, basta intendersi. Fino a quando non si decide, deve essere sempre possibile e anzi incentivato dire come si pensa anche se è un pensiero distante da quello che va per la maggiore, siamo al congresso, siamo al nostro congresso, voglio poter dire come la penso senza che ciò sia preso come affronto da Chicche e Sia. Daje. Lo so non c’entra niente, era solo la rincorsa per formulare un augurio ai partecipanti e aggiungere infine una altra cosa tipica dei congressi: il ricordo di chi non c’è più. Il mio ricordo personale va a due persone una è Rosa Rosini, la vedete in foto con gli occhiali scuri, era coordinatrice del ministero della Salute, non ha mai partecipato ad un congresso nazionale della nostra categoria, era tosta cavolo, ha litigato con me senza avermi mai visto e quando mi ha visto la prima parola che mi ha detto era per litigare. Brava, laureata in fisica ma non me lo faceva pesare, sgobbona, stimata dai colleghi e dalle controparti, una tosta. Mi piace pensare che stavolta sarebbe stata insieme a voi a parlare e criticare un po’ tutto. Una compagna. L’altro è Daniele Nola, ho anche la sua foto ma lui lo conoscete più o meno tutti, siamo stati insieme per tanto tempo, mi ha consigliato un ristorante ad Anzio e mi ha fatto mangiare davvero bene, sicuro che qualche volta l’avro fatto incazzare ma poi, nonostante lui fosse un permaloso del cazzo, finiva sempre con una risata e battute che non posso riportare perchè troppo sguaiate e politicamente scorrette. Era una persona per bene e gentile, un fine dicitore e mezzo poeta, un dirigente sindacale preparato e capace. Un compagno.
Buon lavoro, non mi mancate perchè ci siete sempre.

sempre nella stessa camicia