Sindacato unico è ora? - cosimo arnone -

"Sulla nostra tripartizione sindacale ha pesato enormemente la divisione del mondo nel secolo scorso in blocchi contrapposti. Oggi non c'è più nulla di quella stagione, non ci sono più i partiti, il Pci, la Dc e il Psi, che avevano tra le loro ambizioni anche quella di rappresentare il lavoro. Quello è un mondo antico. Cgil, Cisl e Uil hanno conquistato una propria autonomia e per questo possono andare oltre l'unità di azione. Abbiamo proposte condivise sul fisco, sulla sanità, sulle pensioni, sul Mezzogiorno, sulla contrattazione, sulle politiche per gli investimenti pubblici e per valorizzare il lavoro nella pubblica amministrazione". Maurizio Landini intervista al quotidiano La Repubblica del 1 maggio 2019.
Se vai in giro a chiedere se è meglio l’unità o la divisione, qualunque persona di buon senso risponde che è meglio l’unità, Landini ha messo i piedi nel piatto e lo ha spiattellato.
La questione non è di poco conto, per dirla secca c’è in ballo la rappresentanza sociale di dieci milioni di persone fra lavoratori attivi e pensionati.
Piuttosto mi colpisce la modalità.
Nei documenti del congresso che lo ha visto vincitore, una tale rivendicazione, mi era parsa abbastanza sfumata, dopo la dichiarazione programmatica in base alla quale è stato eletto,questo tema, coerentemente col documento conclusivo del congresso, non mi sembra fosse stato ripreso in forma ufficiale.
Sarà il bello della diretta.
Io però un ma ce lo avrei.
Landini quando elenca le vertenze unitarie con le altre confederazioni, sa di cosa parla, però questa non è una novità, ci sono stati anche altri momenti in cui si andava di amore e d’accordo e piattaforme unitarie sul fisco negli ultimi anni credo di averne viste tre o quattro. Sarebbe sbagliato negare che ci sono stati pure i momenti neri, come il carbone. Mi viene in mente l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori. Per la CGIL è stata la vertenza delle vertenze, CISL UIL e UGL firmando il patto per l’Italia con l’allora governo Berlusconi, erano la controparte. Il PCI, la DC e il PSI non c’erano già da un po’. Non voglio però ridurre un articoletto riflessivo ad un articoletto polemico, non voglio neanche darne l’impressione. Mi permetto di osservare che le divisioni con gli altri sindacati e fra sindacati, la cosa come vedi è reciproca, forse sono più profonde di un mazzetto di vertenze, certo tutte importanti, che vedono un approccio unitario. Mi è capitato e sicuramente è capitato anche a Landini, di cominciare una vertenza unitariamente e poi di ritrovarmi con un accordo separato. Ultime due cose per adesso mi preme dirle: se il segretario generale della CGIL si è convinto di una occasione epocale per cui può andar bene premere sull'acceleratore, non faccia dichiarazioni che spingono gli iscritti e i dirigenti ad immaginare e poi ad esporsi o non esporsi. Faccia cominciare la discussione libera e profonda perché sta proponendo una novità rispetto a quanto uscito dal congresso. Dopo la discussione libera, la sintesi con una proposta alla CISL e alla UIL. Entro il 2020 è prevista la nuova conferenza di organizzazione, magari potrebbe essere quella l’occasione giusta. Io inserirei una sola condizione nella proposta agli altri sindacati:la carta universale dei diritti del lavoro. Cari Furlan e Barbagallo voi come la pensate su quello che per noi è veramente importante? Ognuno avrebbe certamente più facilità ad unirsi con chi la pensa allo stesso modo non soltanto su una singola vertenza, ma sulla questione fondamentale.

andare lontano chi sano piano