affetti, hobby, ozi e tutto il resto - cosimo arnone -

La proposta formulata dalla finlandese Marin quando era ministra dei trasporti, di ridurre la giornata lavorativa in maniera abbastanza drastica è, diciamola tutta, una bella notizia.
La ragazza ora è premier e anche se non sono al momento seguiti provvedimenti conseguenti, non vuol dire che non ci saranno, in questa sede egregi lettori mi permetto di parlare dell’aspetto generale.
Ridurre il tempo di lavoro per aumentare quello da riservare ai propri affetti ed interessi è, e deve essere, il punto di partenza e quello di arrivo di qualunque politica che possa rispettarsi.
Intanto risponde a due domande: riduzione per chi? Per chi lavora. Lo vedi la domanda è giusta, la risposta è giusta. Il lavoro, anche nella nostra così avanzata società è fatica. Ridurre la fatica è già un obiettivo strepitoso.
Poi la seconda domanda riduzione per cosa? Per te che fatichi, per i tuoi interessi, hai una donna, un uomo, dei bambini, un animale, un hobby? Meno tempo alla fatica più tempo a te, se dovessi sintetizzare un elemento decisivo per definire un momento evolutivo lo definirei proprio su questo, adesso, rispetto al prima, per riprodurmi come essere sociale mi serve meno tempo e posso dedicarmi a stare bene.
Naturalmente una cosa così viene affrontata dalla stragrande maggioranza delle classi dominanti con una scrollata di spalle, la proposta viene da una donna, anzi da una ragazza figlia di due ragazze, premier di un paese piccolo e semi insignificante per la geo politica e anche la geo economia.
Va bene, accettiamo il crucifige e così sia.
Accettato il crucifige, invece di rintanarci sarebbe very cool ragionarci, rovesciando il rovesciabile.
David Turoldo direbbe che siamo al tempo delle domande ultime.
Se qualcuno ha visto il film sull’assedio di Stalingrado “il nemico alle porte”, ricorderà forse il dialogo fra l’inviato di Stalin e il grande cecchino. Ne riporto il senso perché ho urgenza di scrivere e confido nel vostro perdono: la vodka è un lusso che possiamo permetterci, il caviale è un lusso che possiamo permetterci, il tempo non è un lusso che possiamo permetterci.
Noi umani, uomini e donne che lavoriamo, possiamo permetterci di perdere tempo? Intendiamoci lavorare non è perdere tempo, in molti casi il nostro lavoro contribuisce a produrre e riprodurre la vita materiale e sociale, certo molti lavori sono fastidiosi, moltissimi lavori sono pericolosi, molti lavori sono noiosi, certi lavori sono inutili, tuttavia certe attività qualcuno dovrà pur farle. Tutti i giorni? Tutta la vita? Finché morte non ci separi?
Amo il lavoro ma odio la fatica, la fatica arriva quando i pesi e i compiti non sono equamente distribuiti.
Eccoequa! Ridurre il tempo di fatica, di noia, di pericolosità, di fastidio, di inutilità, significa distribuire equamente fra tutti quelli che possono, questa rottura di coglioni dello sfruttamento. Lo sfruttamento non è solo il fatto che la paga è bassa, questo si vede subito, mi paghi poco e quindi mi sfrutti. Lo sfruttamento è anche di più: è il fatto che qualcuno guadagna perché tanti svolgono una attività pericolosa, noiosa, inutile, faticosa per un tempo lungo quanto tutta la vita.
La giovane premier di un paese insignificante, da ministra dei trasporti, ha gettato un sassone nello stagnetto e i fenomeni da tre palle un soldo si sono subito sbracciati a dire che è una ragazzetta di un paese insignificante, poverina, non si rende conto della enormità che ha detto. Certe cose oltre a non potersi fare neanche si possono dire, il problema è la produttività dice quello, il problema è la flessibilità dice quell’altra, il problema è creare il lavoro dice, definitivamente, l’altro ancora. Davvero? Davvero l’epoca della fatica non dovrà mai aver fine? Davvero qualcuno per sempre, e per sempre vuol dire per il tempo che stiamo sul globo terraqueo, deve gozzovigliare sulla mia fatica? Sul mio tempo cioè sui miei affetti, sui miei hobby, sui miei ozi?
Come può essere attrattiva una politica del genere? Come può interessare uno qualunque come me, una politica che mette il mio tempo, cioè i miei affetti i miei hobby e i miei ozi, in secondo piano? No, non in secondo piano, all’ultimo piano, quando la sala è vuota, oppure solo nelle dichiarazioni di principio cui non si principia mai a metter mano?

appena ho tempo lo faccio